un bella storia
Come si sa tutto nei sogni é possibile e sognare l´impossibile é lecito! In questo sogno avevo la possibilita di imparare a volare, prendevo la forza e decidevo di saltare in un burrone buio, c erano solo due opzioni, cadere o riuscire ad alzarmi. C´erano tante leggende riguardo a quel burrone. Voci dicevano che al di la di quel nero c´era un mondo perfetto, ma per chi non sa vedere al buio c´era solo l´inferno ad aspettarlo. Dovevo mettere in gioco tutto quello che avevo. Stava a me decidere, a riuscire ad interpretare i venti e le correnti per farcela. I miei genitori, i miei amici, tutti erano li a guardare la mia partenza. Tanti piangevano, per un secondo credo di aver pianto pure io, ma era una cosa che dovevo fare per poter cambiare la mia vita. Il vecchio del villaggio mi chiamó, mi avrebbe accompagnato fino al bordo del burrone, mi girai lasciandomi tutti alle spalle e mi avviai verso l´inizio di questo viaggio. Seguii il vecchio che mi dava consigli fino a quando mi lasció sulla mia strada "da cui continui da sola, da cui comincia il tuo destino, buona fortuna". Ero nervosa ma non avevo paura. Mi lanciai senza esitazioni, non ricordo del mio volo, tutto era grigio e offuscato ma ad un certo punto vidi qualcosa. Vidi delle pietre preziose blu su di un mantello verde. Dopo di che, buio di nuovo. La luce tornó di nuovo mostrandomi di nuovo quei colori e mi trovai piccola ed insignificante in mezzo a qualcosa di sconosciuto, ma non ero sola. Su quel mantello c´ erano con me degli animali, animali di tutti i generi, alcuni mi parlavano, ma la maggior parte di quelli preferiva stare in silenzio e meditare anche se a vederli, la loro faccia sembrava di piú addormentata che altro. Mai sottovalutare gli animali. Il tempo era qualcosa di indefinito, era difficile distinguere il giorno dalla notte, se mai ci fosse stato un giorno e una notte. Non so quanto tempo era passato dal mio arrivo, a volte sembrava che fossi stata li da sempre e altre sembravo quello che alla fine ero, l´appena arrivata. C´era solo una cosa in quel posto che accommunava tutti i posti che avevo visitato prima d´ora. Anche lí c´era qualcosa di cui non era appropriato parlare, qualcosa di sconosciuto e come ogni volta qualcosa che solo pochi occhi possono vedere. Era un orso. Gli altri animali trovavano tanti nomi per chiamarlo, il piu diffuso era "il forestiero", non nel senso di uno straniero, ma di qualcuno o qualcosa che viene dalla foresta. Che poi la foresta sia nera o ben visibile alla luce é un´altra storia. Stavo camminando su questo mantello senza pensare e accorgermi di nulla, non sapevo dove stavo andando, non conoscevo quel posto, ogni angolo era una cosa nuova. Ad un tratto scorsi una figura immensa e ad ogni passo diventata sempre piu grande e chiara. Era l´orso. Volevo fermarmi, ma nei sogni non si puo sempre comandare il proprio corpo e cosi continuavo ad avanzare e in quel momento nelle mi orecchie passavano come un eco di fantasmi lontani le voci dal mio vecchio mondo, le voci della mia famiglia che mi scoraggiava, le voci dei passanti che acclamavano entusiasti e di quelli che non sapevano neanche dell´esistenza di questo burrone. Arrivai in fronte a questo enorme orso dal pelo scuro ma dagli occhi blu come le pietre preziose di quel mondo. Anche in quel momento, non avevo paura. Sebbene avevo sempre avuto paura di quel genere di animale e questo forestiero avrebbe dovuto spaventarmi ancora di piu, ma invece no. C´era qualcosa che mi faceva sentire bene. Mi parló, non ricordo cosa mi disse, non parlava la mia lingua, eppure lo capii. Sentii qualcosa nella mia mano serrata, la aprii e vidi un pezzo di stoffa verde e una pietra preziosa blu nel centro, sembrava la riproduzione in miniatura di quel posto. Non so in che modo ma in quel momento avevo una candela nell´altra mano, i sogni sono fatti cosi, le cose vanno e vengono. Era qualcosa che ricordo di avere sempre avuto da qualche parte, ma non l´avevo mai avuta stretta. Ne aprofittai per guardare meglio la pietra blu. Era bellissima, non avevo mai visto niente di cosi bello! La studiai a fondo e, scrutando meglio grazie alla luce della candela, vidi l´immagine di un orso chiusa nella pietra blu. Ma qualcos´altro stava accadendo in quel momento. Il mio corpo stava svanendo, sentivo una voce, era la voce del vecchio che mi accompagnó al burrone. Mi diceva che il mio tempo era finito, piu il mio corpo scompariva, piu voci sentivo e delle immagini mi passavano davanti agli occhi. Erano suoni e luci dal mio vecchio mondo. Non potevo fare nulla, ero immobile. A quel punto si che avevo paura. Perché ora? Non avevo avuto paura di lanciarmi nel burrone, non avevo avuto paura del nuovo mondo, non avevo avuto paura dell´orso, non avevo avuto paura di qualcosa che non conosco. Ma allora perché in quel momento avevo paura? Perché le immagini del mio passato e futuro mi spaventavano cosi tanto? Perché quelle immagini di vita reale e sicura mi facevano sentire morta dentro? Perché stavo piangendo? Mi sentivo un manichino in mani sconosciute ma conosciute. E il mio corpo continuava a scomparire, non potevo fare nulla, solo piangere in silenzio e aspettare di scomparire completamente dando un ultimo sguardo a quel mondo, al verde velluto, alle pietre preziose blu, a tutti gli animali e soprattutto all´orso. Una mia lacrima cadde a terra e si trasformo in una delle mille pietre preziose blu, anche quella unica nella sua forma, ma uguale nel colore.....
Fortunatamente in quel momento mi sono svegliata, sembrava che sapessi che il seguito era un incubo. Ma ancora adesso mi sento strana dentro, era un sogno troppo reale e sono sicura che nel sogno ho pianto per davvero.
Buon inizio settimana a tutti!
